giovedì 15 marzo 2007

My friends










Rispolvero un po' di voglia di mettere per iscritto qualche sensazione vissuta nell'ultimo periodo e mi accingo ad un breve elogio dei miei amici.
Mi guardo in giro e posso dire con un certo tono di presunzione di essere fortunato.

Cresciuto con 3-4 persone che sono ancora oggi i miei migliori confidenti, li reputo e li stimo quasi come dei fratelli o delle sorelle: abbiamo vissuto insieme emozioni,gioie e dolori, scazzi e km percorsi.

Divisi su gusti femminili o maschili , squadre di calcio, musica e libri e chissà cos'altro, ma uniti su una cosa: essere pronti in ogni caso a starsi vicino.

Saranno parole banali che si perdono nella via dell'etere,ma nei momenti difficili (e questo lo è particolarmente per uno di loro) fai tabula rasa e ti accorgi di quello che hai accanto e di quello che conta davvero.

Molto spesso le sensazioni di uno influenzano quelle degli altri ed è innegabile che siamo tutti un po' depressi, ma arriveranno momenti migliori e allora sarà bello dirsi: te l'avevo detto..


My friends are so depressed
I feel the question
Of your loneliness
Confide..., 'cause I'll be on your side
You know I will, you know I will

X Girlfriend called me up
Alone and desperate
On the prison phone
They want... to give her 7 years
For being sad

I love all of you
Hurt by the cold
So hard and lonely too
When you don't know yourself

My friends are so distressed
And standing on
The brink of emptiness
No words... I know of to express
This emptiness

Imagine me taught by tragedy
Release is peace
I heard a little girl
And what she said
Was something beautiful
To give... your love
No matter what
(Red hot chili peppers - My Friends)

giovedì 1 marzo 2007

Last goodbye













Una mia amica mi chiede di scrivere qualcosa di personale e smetterla di infilare solo citazioni ovunque: personalmente ho sempre pensato che citare qualcuno sia un escamotage o una semplice delega a chi ha già saputo (anche perchè ormai non c'è piu' molto da dire che non sia già stato scritto) esprimere decisamente meglio i propri pensieri..

Ad ogni modo, vinco questa mia tenace resistenza pur sapendo che tutto ciò è sicuramente troppo effimero per essere qualcosa d'importante: come se per forza si debba scrivere o dire qualcosa solo per fare sensazionalismo o far vedere che si è presenti; alla fine me ne strafrego di tutto ciò, inteso come concetto di blog, delle persone che avranno il piacere (chissà quale) di leggere o non leggeranno quasiasi riga che esca dalla mia testa.

In fondo non ho nulla da dire, o meglio nulla di nuovo ed è per questo che dopo queste poche frasi di miei inutili e alquanto scontati e superficiali concetti, trascrivo il testo di questa canzone di jeff buckley già citata da Fabio Volo in uno dei suoi libri come una tra le 10 canzoni definitive da salvare.
Io non ho mai provato a fare una lista del genere, ma forse questa ci entrerebbe, credo.


This is our last goodbye
I hate to feel the love between us die
But it's over
Just hear this and then i'll go
You gave me more to live for
More than you'll ever know

This is our last embrace
Must I dream and always see your face
Why can't we overcome this wall
Well, maybe it's just because i didn't know you at all

Kiss me, please kiss me
But kiss me out of desire, babe, and not consolation
You know it makes me so angry 'cause i know that in time
I'll only make you cry, this is our last goodbye

Did you say "no, this can't happen to me,"
And did you rush to the phone to call
Was there a voice unkind in the back of your mind
Saying maybe you didn't know him at all
You didn't know him at all, oh, you didn't know

Well, the bells out in the church tower chime
Burning clues into this heart of mine
Thinking so hard on her soft eyes and the memories
Offer signs that it's over... it's over

(Jeff Buckey - Grace)

sabato 24 febbraio 2007

"Der Himmel über Berlin"











Isn't life under the sun just a dream?

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.

Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.

Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione.

Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.

Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.


Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande:

Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lí? Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?

La vita sotto il sole, é forse solo un sogno? Non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?

C'é veramente il male? E' gente veramente cattiva?

Come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?


Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.

Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed é ancora cosí. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.

A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande. E questo, é ancora cosí. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi.

Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.


Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.

E ancora continua a vibrare.

"Lied Vom Kindsein" — Peter Handke
(Il Cielo sopra Berlino - Wings of desire)